SS 275, Casili: “Anas decida al più presto per un ridimensionamento del progetto”

Nuovo tavolo sulla SS 275. Casili: “No al ricatto della perdita di finanziamenti e della sicurezza stradale, strumentalizzando le vittime, per superare fideiussioni false, discariche tossiche, progettazione inesistente, e illiceità a vario titolo”.

Si torna a discutere in Regione dell’annosa questione della SS 275, meglio nota come “Maglie-Leuca”, alla presenza di alcuni sindaci del comprensorio salentino interessati dall’attraversamento dell’opera, e degli esponenti dei comitati pro e contro questa opera faraonica da 288 milioni di euro.

“La risposta che tutti attendevamo doveva venire da Anas per tramite del capo dipartimento, ing. Nicola Marzi dichiara il Consigliere regionale M5S Cristian Casili – Una risposta di contenuto, tuttavia, non è arrivata perché Marzi ha semplicemente dichiarato che Anas sta valutando quanto è emerso in questi mesi in virtù dei pronunciamenti di Anac e delle indagini in corso che vedono coinvolte più Procure, aggiungendo che passeranno alcuni mesi prima di una presa di posizione da parte dell’ente. Mi hanno lasciato sbigottito le parole di alcuni amministratori locali, e di rappresentanti del comitato pro 275, che hanno parlato di pericolo di perdere il finanziamento e dell’opportunità strategica della realizzazione dell’opera così com’è, giacché strapperebbe all’isolamento i comuni del basso Salento favorendo processi di sviluppo economico. Insomma, una 275 panacea di tutti i mali del Capo di Leuca”.

Una visione anacronistica dei sindaci e del comitato pro 275 che, secondo Casili, tradisce una mancanza di visioni e strategie di programmazione di un Salento che dovrebbe puntare esclusivamente sul paesaggio, l’enogastronomia, sul turismo e su una ottimizzazione dei trasporti con opere compatibili con le attuali esigenze sociali ed economiche.

“Ricorrere al ricatto della perdita di finanziamenti e della sicurezza stradale, strumentalizzando le vittime – prosegue il consigliere salentino – addirittura arrivando a mutuare le esperienze di Expo e Mose, per superare fideiussioni false, discariche tossiche, progettazione inesistente, e illiceità a vario titolo, ci fa comprendere come spendere soldi diventi sempre motivo di superamento dei veri interessi delle comunità locali. Auspichiamo – conclude Casili – che Anas prenda presto una decisione (calibrata, e negli interessi esclusivi del territorio), che vada nella direzione di un ridimensionamento del progetto prevedendo il raddoppio fino a Montesano e la messa in sicurezza del tratto fino a Leuca.”

Articolo pubblicato in origine su TagPress

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