Trasporti: Dario Stefàno, “Rimediare subito a paralisi Ferrovie Sud Est”

Stefàno: “Disservizio sulle spalle dell’utenza generato dal decreto Delrio”. Il commento del senatore sul caos nei trasporti regionali di stamattina.

“Le riserve che nutrivo nei confronti della scelta di approvare solo ed esclusivamente il decreto legge Delrio oggi hanno purtroppo trovato conferma nelle pesanti e insopportabili ricadute che esso ha generato sulla mobilità dei pendolari. Da stamattina, con lo stop delle corse, i limiti del decreto sono visibili a tutti. E’ per questo che il disegno di legge era e rimane lo strumento più idoneo per allineare sullo stesso livello di sicurezza tutte le linee ferroviarie date in concessione”.

E’ il commento alla notizia dello stop dei treni in Puglia da parte del senatore Dario Stefàno, Presidente de La Puglia in Più, firmatario di un disegno di legge per far rientrare sotto il controllo della Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria (ANSF) tutte le tratte ferroviarie date in concessione.

dario stefano
Dario Stefàno

“Per effetto del decreto Delrio, che – precisa Stefàno – ha esteso il controllo e il monitoraggio dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria solo ad alcune tratte ferroviarie date in concessione e non a tutte, quasi tutti i treni in Puglia da stamattina sono fermi, generando un disservizio che graverà sulle spalle dell’utenza, soprattutto a partire da lunedì, quando ripartirà l’anno scolastico”.

“In questo caso, il decreto legge ha purtroppo avuto una dimensione limitata. A mio avviso, tale strumento sarebbe dovuto servire a dare piuttosto garanzie sul servizio quotidiano, magari sostituendo immediatamente i vettori non idonei oppure prevedendo corse sostitutive anche su gomma, in attesa che tutte le tratte fossero allineate sugli stessi standard di sicurezza. Intervento , questo, che invece si sarebbe dovuto effettuare attraverso l’approvazione di un apposito disegno di legge, come quello che ho presentato qualche settimana fa”.

“La sicurezza – conclude Stefàno – è un diritto che corre di pari passo con quello alla mobilità”.

Articolo pubblicato in origine su TagPress

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