TAP, Boccia: “Cittadini contrari? Colpa dell’informazione parziale”

Per Boccia TAP non è impattante e attacca “con questo ragionamento non avrebbero fatto il tunnel sotto la Manica”. Bellanova: “Opposizione Regione serve solo a rallentare”.

Stamattina, la trasmissione L’Aria che tira, programma politico in onda su La7, si è occupata del gasdotto TAP. A commentare in studio, senza contraddittorio, c’era l’esponente PD pugliese Francesco Boccia. Il filmato introduttivo è durato circa 2-3 minuti e conteneva l’intervista al Sindaco di Melendugno Marco Potì e ad alcuni cittadini e imprenditori locali, preoccupati per le possibili ripercussioni a livello economico e ambientale per il territorio. La comunità di San Foca rischia di perdere la risorsa economica più preziosa, che è rappresentata dal turismo. Ma il mare di San Foca fa vivere anche i pescatori locali, mentre l’attraversamento degli uliveti rischia di avere importanti ripercussioni anche sull’agricoltura locale.

Nel servizio trovano spazio le dichiarazioni di Luigi Quaranta, capo dell’ufficio stampa di TAP, già tesserato PD, che ieri era anche presente negli uliveti di San Foca insieme ad altri uomini di TAP e della Digos. Quaranta ha provato a rassicurare, affermando che il progetto non interferirà con la spiaggia e con la attività circostanti – come la balneazione, l’agricoltura, la fruizione dei servizi turistici e dei siti archeologici – in quanto verrà impiegata la tecnica del microtunneling ed il gasdotto passerà sotto la spiaggia.

Secondo i tecnici del Comitato No TAP, tra i quali l’ingegnere Alessandro Manuelli, questa tecnica non può essere impiegata a causa delle caratteristiche del territorio. Anzi, l’intera struttura, considerato il sottosuolo argilloso e calcareo, rischierebbe di collassare per effetto del peso, con rischio di esplosioni e di perdite di gas nelle cavità carsiche.

A dare manforte a Quaranta, come dicevamo, c’era il pugliese Francesco Boccia, deputato del PD, noto per aver confuso i caccia F35 con degli elicotteri antincendio utili anche per il trasporto dei malati.

Boccia ha esordito mettendo in relazione la realizzazione del gasdotto TAP con un presunto risparmio economico sulla bolletta dell’energia elettrica:
[tagpress_ad_marcello]

“Paghiamo l’energia elettrica più cara d’Europa e un motivo ci sarà. Facciamo finta di non ricordarci cosa abbiamo fatto in passato e poi quando arriva la bolletta elettrica ci arrabbiamo con il governo di turno. Va avanti così”.

Non è chiaro il suo riferimento alle scelte del “passato”, ma è presumibile un’allusione alla decisione di abbandonare il nucleare. La conduttrice Myrta Merlino non ha approfondito, pertanto restiamo nel dubbio. A parte questo, Boccia lascia passare la triplice idea secondo cui il gas sarà destinato all’Italia, sarà impiegato nella produzione di energia elettrica e che la realizzazione del gasdotto comporterà un abbassamento dei costi della bolletta della luce.

Tralasciamo la circostanza che il Governo Renzi abbia sovraccaricato la bolletta inserendoci anche il canone RAI. Piuttosto, va rilevato che i costi di questa megaopera qualcuno li dovrà pur tirare fuori. La Banca europea per gli investimenti (BEI) sta valutando la richiesta di erogazione di un finanziamento (pubblico) di ben 2 miliardi di euro a favore di questo progetto, che non coprirebbero nemmeno il suo costo complessivo. Sarebbe più naturale aspettarsi, piuttosto, un costo supplementare in bolletta, come è successo ai livornesi, gravati di un onere aggiuntivo per sostenere i costi del rigassificatore.

L’idea del gasdotto TAP, inoltre, è pensata per destinare il gas in Europa centrale e centrosettentrionale e costituire in Italia una “Hub” del gas, dal momento che il nostro Paese ha diverse fonti di approvvigionamento di questo fossile.
Ciò che viene bistrattato in Italia, quando si parla di politica energetica, è lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, che avrebbero ricadute occupazionali concrete, oltre a comportare una riduzione di pressioni ambientali e gas serra. La natura è stata molto generosa con noi, ma il nostro Governo ritiene strategici gas e petrolio.

Boccia prova a dare una spiegazione sul perché i cittadini di Melendugno e dintorni non vogliano il gasdotto:

“Quelle persone vivendo lì hanno informazioni parziali. Io sono innamorato di quella terra, la conosco bene come gran parte dei pugliesi. Quaranta che era intervenuto – penso per il consorzio – ha spiegato bene che quell’investimento va sotto il livello del mare e con questo ragionamento non avrebbero fatto il tunnel sotto la Manica”.

Colpa della disinformazione dunque, secondo il deputato del PD, che paragona il progetto del gasdotto di San Foca con il tunnel dello Stretto della Manica, che in comune non hanno nulla. Ma quanto è informato sul progetto TAP, Boccia?

Alla fine il deputato lifta e cambia argomento, ripiegando sugli scarichi a mare:

“Invito i miei conterranei ad essere rigorosissimi sugli scarichi a mare che non funzionano, che sono centinaia, per i quali la Puglia ha procedure di infrazione pesantissime e nessuno se ne accorge…”

Come dire, parliamo d’altro che è meglio.

Intanto Teresa Bellanova, deputata PD, originaria di Ceglie Messapica, mette da parte la sua opposizione alla localizzazione di San Foca come punto di approdo a TAP e si schiera contro la Regione.

Per lei la vicenda è chiusa, non c’è spazio a ripensamenti, e l’opposizione della Regione Puglia serve solo a rallentare la realizzazione dell’opera, rimproverando all’Ente regionale di aver già avuto il tempo per proporre soluzioni alternative e che ormai è già deciso tutto.

Articolo originariamente pubblicato su Tagpress.it