In arrivo il forno crematorio: scoppia la polemica

Aperta procedura di gara per realizzazione e gestione forno crematorio a Botrugno. L’opposizione: “La popolazione non è stata informata su un’opera di questa portata. Si revochi la gara”.

L’Amministrazione comunale di Botrugno, guidata dal Sindaco Pasquale Barone, ha deciso di realizzare un forno crematorio all’interno del proprio cimitero. Si tratta di un tipo di impianto che fino ad ora è assente nella nostra provincia. Se dovesse realizzarsi, chiunque nella provincia di Lecce decida, una volta passato a miglior vita, di farsi cremare, dovrà rivolgersi al Comune di Botrugno. Anzi, nelle previsioni potrebbero giungere richieste anche dalla Basilicata e dalla Calabria, oltre che fuori provincia. In Puglia, dopo Bari, sarebbe il secondo impianto. Una novità importante quindi. Ma la questione è tutt’altro che pacifica ed il movimento politico ApertaMente attacca il metodo usato dall’Amministrazione.

Come si è arrivati a tutto questo?

La Provincia di Lecce nel 2013 aveva chiesto a tutti i Sindaci del leccese di manifestare l’eventuale interesse ad ospitare sul territorio di propria competenza un forno crematorio. All’appello hanno risposto i Comuni di Botrugno, Casarano, Ortelle, Lecce, Ugento e Spongano. La decisione finale compete alla Giunta provinciale che, nel settembre 2013, sulla base dei criteri approvati dal Consiglio dello stesso Ente, sceglie Botrugno.

Passano quasi due anni ed il 5 marzo 2015 il Comune di Botrugno riceve, dalle ditte Altair SRL e Edilver SRL di Domodossola e Futurecrem di Ruffano, una proposta di realizzazione di un “tempio crematorio” all’interno del cimitero comunale. Così lo scorso 27 maggio, con delibera numero 41, la Giunta comunale accoglie la proposta approvando il progetto preliminare e dichiarando contestualmente il “tempio crematorio” come opera di pubblico interesse.

Viene quindi bandita la gara pubblica per la realizzazione e la gestione di un forno crematorio, con determine numero 97 e 98 del 30 novembre del 2015 emanate dal Responsabile del servizio lavori pubblici del Comune di Botrugno. Si tratta di una procedura aperta per l’assegnazione dell’appalto tramite “project financing”, cioè attraverso il finanziamento (totale o parziale) da parte della ditta appaltatrice.

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Il movimento politico di opposizione, ApertaMente, non ha mandato giù il metodo usato dalla Giunta, lamentando il mancato coinvolgimento sia della minoranza consiliare che della popolazione botrugnese. Addirittura al gruppo consiliare di minoranza non sarebbe stata la possibilità di esaminare in maniera approfondita la questione in tempi utili. Il gruppo avrebbe fatto richiesta di accesso agli atti (in particolare al progetto e agli elaborati) in data 13 ottobre 2015, ottenendo la documentazione 90 giorni dopo.

“La popolazione botrugnese – si legge in una nota del movimento di opposizione – è venuta a conoscenza delle intenzioni dell’Amministrazione Barone solo grazie all’informativa di questo Gruppo Consiliare di Minoranza del Movimento Civico ApertaMente”. L’Amministrazione si sarebbe limitata alla pubblicazione delle determine sull’Albo Pretorio, non dando il “giusto risalto ad un’opera di tale importanza per la nostra comunità”.

La Giunta, in risposta al Movimento e alla minoranza consiliare, ha pubblicato un post sulla pagina facebook del Comune di Botrugno:

“L’amministrazione comunale organizzerà a breve un incontro pubblico per illustrare il progetto di realizzazione di un impianto di cremazione con annessa sala del commiato presso il nuovo cimitero comunale”.

Un incontro che però avverrà a giochi già conclusi.

Il movimento ApertaMente ritiene che la complessità e la ricaduta dell’opera sulla popolazione, l’impatto ambientale e sanitario della stessa, impongano alla Giunta comunale di informare la cittadinanza, renderla partecipe e favorire una soluzione ponderata e condivisa.
Per questo, il 20 gennaio scorso, i Consiglieri Comunali Simona Schiattino, Fabio Di Bari e Claudia Vergari hanno presentato un’istanza richiedendo all’Amministrazione Comunale di Botrugno:

• “di revocare in autotutela immediatamente il bando di gara in corso per l’affidamento in concessione della costruzione e gestione economico funzionale di un IMPIANTO DI CREMAZIONE PER SALME presso il cimitero di Botrugno;
• di avviare un processo di confronto partecipato, al quale possano partecipare le istituzioni, i cittadini ed esperti del settore, in modo da giungere ad una scelta condivisa e consapevole;
• di regolarizzare lo strumento del referendum comunale tramite apposito regolamento, come previsto dallo Statuto Comunale;
• di indire un referendum consultivo sull’opportunità di realizzare un tempio crematorio nel comune di Botrugno”.

“La partecipazione dell’intera comunità ad una decisione così importante – aggiunge il movimento civico – è imprescindibile per una corretta e trasparente attività amministrativa, fuori da ogni parossismo e demagogia”.

Questo tipo di opera richiede una specifica autorizzazione da parte della ASL, mentre non è necessario procedere a valutazione di impatto ambientale. Le emissioni inquinanti, almeno sulla carta, non dovrebbero uscire fuori dai limiti di tolleranza stabiliti dalla legge. Ma preoccupano comunque i possibili effetti a lungo termine sulle persone e sull’ambiente, soprattutto data la vicinanza del cimitero con il centro abitato. Secondo la documentazione relativa a questo progetto, si stima di cremare circa 1214 salme all’anno, a cui vanno aggiunti i resti ossei, superando di gran lunga l’attività del forno crematorio di Bari.

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