Perquisizioni in sedi e uffici TAP per inquinamento falda

Indagati Elia, Risso e Lanza. I carabinieri del NOE hanno sequestrato una corposa documentazione. TAP: ‘Assoluta correttezza del nostro operato’. I No TAP si tolgono qualche sassolino dalla scarpa e chiedono sospensione immediata dei lavori: ‘Cosa farà ora il Governo?’

Ci sono nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’inquinamento della falda di San Basilio presso il cantiere TAP. I carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico), in esecuzione di un decreto firmato dal Procuratore capo di Lecce, Leonardo Leone De Castris, e dalla PM Valeria Farina Valaori, hanno effettuato ieri perquisizioni presso il cantiere di San Basilio, nelle sedi e negli uffici di TAP a Lecce, Roma, Milano e presso un laboratorio analisi della provincia Padova, sequestrando della corposa documentazione, anche su supporti digitali, riguardanti rapporti di prova, analisi e altri documenti dal novembre 2017 ad oggi, collegati ai campionamenti di acqua dalla falda.

L’inchiesta era partita a seguito di un esposto presentato dal Comune di Melendugno dopo conferenza di servizi in Provincia convocata in seguito ai primi sforamenti di metalli pesanti rilevati. Seguì poi l’ordinanza del Sindaco, Marco Potì, con la quale veniva bloccata ogni attività di cantiere a San Basilio e l’emungimento dell’acqua dai pozzi presenti entro 500 metri dal tracciato del gasdotto.

Proprio il 14 novembre il TAR Lazio ha deciso di non accogliere la richiesta di sospensione di questa ordinanza, almeno fino al 5 dicembre, data della prossima udienza, in cui verranno esaminati i dati sui rilevamenti di ARPA Puglia, di cui è stata disposta l’acquisizione. Il cantiere per ora resta bloccato.


Ma il processo amministrativo davanti al TAR, avviato su ricorso di TAP contro l’ordinanza del Sindaco e finalizzato allo sblocco del cantiere, viaggia parallelamente rispetto all’inchiesta della Procura, la quale avrà invece il compito di accertare eventuali reati nell’esecuzione dei lavori.

Indagati Elia, Risso e Lanza. TAP: ‘Assoluta correttezza del nostro operato’

Al momento sono indagati, con l’ipotesi di reato di scarico abusivo contenente elementi inquinanti, il country manager di TAP Michele Mario Elia, la legale rappresentante Clara Risso, entrambi già indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’applicazione della normativa Seveso, e il project manager di TAP Italia, Gabriele Paolo Lanza.

Secondo due note di ARPA Puglia, firmate a gennaio 2018, TAP non avrebbe impermeabilizzato l’area prima di procedere all’avvio dei lavori, in violazione di alcune prescrizioni contenute nell’autorizzazione (la A.36 e la A.55 ), con ciò permettendo alle sostanze utilizzate di penetrare nel suolo, nel sottosuolo e nella falda, contaminandoli.

tabella valori sforati TAP falda San Basilio
Tabella valori sforati

La multinazionale sostiene, invece, che l’acqua fosse già inquinata da prima e che i materiali utilizzati sono conformi alle normative vigenti. Alla notizia delle perquisizioni del NOE, TAP ha assicurato ‘massima collaborazione alle autorità’ dichiarandosi convinta che le indagini in corso ‘non potranno che dimostrare l’assoluta correttezza di quanto TAP fino ad ora ha realizzato’.

Le verifiche degli inquirenti si sono concentrate anche su un laboratorio analisi di Villafranca Padovana, la Sgs Italia SPA, a cui TAP si è rivolta per eseguire le analisi dei campioni nell’ambito delle indagini ambientali sui vari cantieri.

aquazoo

I valori di sostanze pericolose che hanno superato il livello di tollerabilità sono il manganese, nichel, arsenico e il cromo esavalente, quest’ultimo, in particolare, molto pericoloso e cancerogeno. In base alle indagini ARPA, il suo valore era fuori norma di 2,8 volte.

Movimento No TAP: ‘Sospendere i lavori fino a conclusione indagini’

Il Movimento No TAP si toglie qualche sassolino dalla scarpa:

‘Era febbraio quando, sui nostri canali multimediali, denunciammo strani fumi che uscivano dalla falda acquifera di San Basilio. Tap, dal canto suo, minacciò querele per insinuazioni non veritiere. Ma quelle querele non arrivarono mai, e l’ago della bilancia sembra ora pendere nel verso opposto.’

E aggiunge:

‘Oggi chiediamo massima chiarezza su quanto sta avvenendo. Non è ancora tempo di esultare, lo sappiamo benissimo: le indagini seguono un loro corso, e fino alla sentenza definitiva non potremo essere contenti.

A questo punto il Movimento chiama nuovamente in causa il Governo:

‘La nostra battaglia, una battaglia di civiltà, ha sempre denunciato strane irregolarità, che oggi forse vengono a galla. Come si porrà ora quel governo che, meno di un mese fa, dichiarò di non poter fermare l’opera in quanto non emergevano irregolarità? E quel ministro del Sud che aveva le mani legate […], oggi come si sente? Tutti quei politici che salivano sui palchi urlando la loro indignazione per poi sparire nel compromesso del sistema, oggi non si indignano del loro atteggiamento?’

Ricordando che i carabinieri del NOE verbalizzarono già nel 2016 il mancato inizio dei lavori quando il termine per l’avvio dei cantieri era già scaduto, e che sono in corso tre inchieste penali su TAP, il Movimento chiede l’immediata sospensione dei lavori fino alla conclusione delle indagini:

Le irregolarità sembrano esistere da sempre, da quando gli stessi carabinieri del NOE dichiararono, nel maggio 2016, che non c’era stato un inizio lavori nei tempi prestabiliti, dichiarazione che qualcuno forse archiviò un po’ troppo “frettolosamente”. Oggi, invece, emerge la presenza di un cantiere sotto sequestro (“Le Paesane”) e di due cantieri (San Basilio e Masseria del Capitano) sottoposti a due differenti indagini!

Non basta questo per FERMARE l’opera almeno fino a quando le indagini non saranno chiuse? Non basta questo ad impedire lo scempio che si sta perpetrando tra le campagne e nei mari salentini? Tra l’altro, chiediamo a gran voce che qualcuno CONTROLLI anche i lavori in mare, visto che in ambiente marino cambiano gli organi di vigilanza!
Ufficialmente oggi chiediamo la SOSPENSIONE DI TUTTI I LAVORI FINO A CONCLUSIONE DELLE INDAGINI!

Infine conclude:

‘Su di noi piovono denunce, multe e repressione perché da anni denunciamo tutto quello che oggi sta per emergere. Non faremo mai un passo indietro, e ognuna di quelle sanzioni, oggi, diventa una MEDAGLIA D’ONORE di un popolo che resiste! Perché sappiamo di essere nel giusto.’

masseria del capitano - fango- pantano - terzo cantiere tapCon due cantieri bloccati, TAP ora si concentra sull’attività di allestimento del terzo cantiere presso la Masseria del Capitano, ma a quanto pare le operazioni sono notevolmente rallentate a causa del maltempo. Ogni volta che si verificano piogge intense, nell’area si crea un pantano che rende particolarmente difficoltosa ogni operazione. Nei giorni scorsi si rese addirittura necessario trascinare un camion fuori dal fango con l’impiego di un’escavatrice.

Ma anche questo cantiere nasce con un’inchiesta pendente, relativamente all’ipotesi di mancata applicazione della normativa Seveso sul rischio incidenti rilevanti, di cui si attende nelle prossime ore il deposito della relazione dei consulenti tecnici della Procura.

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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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