I ragazzi del “Galilei-Costa” continuano a stupire

Tre premi, di cui due primi posti, nell’ambito di un concorso regionale dedicato alla prevenzione sul lavoro per gli studenti del “Galilei-Costa” di Lecce

Qualsiasi cosa tocchi diventa oro. Una definizione popolare che calza a pennello all’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce ai suoi studenti, che già tante volte si sono distinti per le loro capacità anche in occasione di manifestazioni di carattere nazionale. E I giovani allievi dell’ente scolastico leccese si sono ripetuti ieri, martedì 7 giugno, a Bari nell’evento finale, con relativa premiazione, del progetto “Dal palcoscenico alla realtà: A scuola di prevenzione”, ideato da Inail – Direzione Regionale Puglia e Regione Puglia, in collaborazione con Teatro Kismet Abeliano e USR Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. Gli studenti hanno cioè partecipato ad un concorso regionale di creatività che mirava alla sensibilizzazione in tema di sicurezza sul lavoro e a cui hanno hanno preso parte decine di scuole superiori di tutte le province pugliesi.

In questa occasione le studentesse e gli studenti della classe 4°A AFM dell’Istituto Galilei – Costa di Lecce, coordinati dalla loro docente Elisabetta D’Errico, hanno infatti portato a casa ben tre premi in due diverse categorie.

Giorgia Sergio ha vinto il 1° premio da 5mila euro nella sezione “Racconti”. Ha presentato una bellissima lettera, profonda e toccante, indirizzata ad un immaginario padre perso per un incidente sul lavoro a causa di una scarsa attenzione alla sicurezza. Il pubblico del teatro a fine lettura ha applaudito la studentessa salentina con una standing ovation.

Chiara Perrone si è aggiudicata il 1° premio da 3mila euro nella sezione “Slogan e Tweet” con una originale e personalissima elaborazione in linea con la famosa serie sui social conosciuta col nome “Sii come Bill”, invitando i lavoratori ad essere “intelligenti come Bill” e ad adottare tutte le misure di sicurezza.

Alessandro Giannotta e Nicolò Valzano hanno lavorato in coppia, piazzandosi al 3° posto nella sezione “Slogan e Tweet”, ottenendo il premio di 5oo euro. I due studenti hanno partecipato con un tweet che riproduce un’emblematica immagine grafica che vede un uomo che può procedere in due direzioni opposte, una che conduce sulla strada della sicurezza e l’altra che può portare alla morte.

Complessivamente i ragazzi del “Galilei-Costa” hanno portato a scuola una cifra pari a 8.500 euro da destinare all’acquisto di attrezzature e materiali funzionali alla prevenzione ed al miglioramento delle condizioni di sicurezza della struttura scolastica. L’anno scolastico si è quindi chiuso in bellezza per l’ente scolastico leccese.

Soddisfatta e molto orgogliosa la dirigente della scuola, Addolorata Mazzotta, che si è complimentata con gli studenti e con la docente coordinatrice per l’ottimo lavoro svolto e per gli eccezionali risultati conseguiti.

Di seguito la bellissima lettera scritta da Giorgia Sergio:

1400 morti sul lavoro in soli 12 mesi.
1400 è solo un numero. 1+1+1+1, per 1400 volte. Un numero formato da tanti “1”, uno come te, papà.
Nella società sei considerato solo un numero, fra quei 1400 padri, lavoratori, uomini.
È triste sapere che tante persone sono andate via in così poco tempo.
È ancora più triste sapere che inaspettatamente sei andato via dalle mie braccia, dai miei occhi e dai miei giorni.
Quante cose avremmo potuto fare insieme?
Quanti ragazzi avrei voluto farti conoscere prima di incontrare quello giusto per me…
Sai, ora il ragazzo ce l’ho. Ma non lo potrai mai conoscere, non potrai mai dirmi se è davvero quello giusto. Non potrai mai dirmi se sarà quel ragazzo che avresti abbracciato accompagnandomi all’altare. Chi mi porterà, ora, all’altare?
Papà, se mi sentissi parlare in questo momento, mi diresti che ho una vita davanti. Mi diresti che mi pongo troppi problemi.
Tutti quei problemi di cui i tuoi datori di lavoro non hanno tenuto conto. A loro non importa se tu non ci sei più.
Continuano solo a dire che quella macchina tampografica era a norma. Questo è quello che dicono loro. Noi non abbiamo altre prove.
E IN QUESTO CASO CHE PROVE POTREMMO AVERE?
Ti sarebbe piaciuto suonare il pianoforte. Me lo ricordo ancora il giorno in cui sei entrato a casa tutto sorridente, perché finalmente con i risparmi di tanti mesi di duro lavoro eri riuscito a comprarlo. Avevi realizzato un sogno, ma è rimasto tale. Non hai mai imparato a suonarlo, il pianoforte, non hai fatto in tempo. È ancora lì dove lo hai lasciato tu papà, nella stanza tua e di mamma, un pianoforte che suona un silenzio assordante.
Oggi avresti compiuto 48 anni. Sono curiosa di sapere se ti sarebbe venuta la crisi di mezza età, quella di cui ultimamente si lamentano i papà di tante mie amiche. Non lo potrò mai sapere, perché tu alla mezza età non ci sei mai arrivato. Te ne sei andato da nove maledetti mesi, alle 10.10 di un mattino che vorrei non fosse mai esistito.
Ora potresti essere il padre più buono del mondo, mentre sei diventato solo un numero, nominato miliardi di volte per far sì che le altre persone si tutelino sul lavoro.
E nonostante tu sia andato via, Papà, quaggiù continuano a morire altre persone sul lavoro.
Forse 1400 anime non sono ancora abbastanza…

Articolo pubblicato in origine su TagPress

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